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VERCELLI - 27-01-2020 - Nella mattinata di sabato, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vercelli Vercelli nei confronti di un uomo che è stato, altresì, denunciato per il reato di stalking (condominiale).


Nello specifico a partire dal 2014, periodo in cui l’indagato ha stabilito la residenza familiare in un palazzo del centro cittadino, quotidianamente, ad ogni ora del giorno e della notte, aveva imposto agli altri abitanti del condominio, varie forme di vessazione mediante rumori molesti, schiamazzi e musica ad alto volume, ingiurie e minacce, anche gravi, motivate dall’eccessiva arroganza e prepotenza dello stesso, spesso ubriaco, in spregio alle più elementari regole di convivenza civile.


Più volte erano dovute intervenire le forze dell’ordine sollecitate dagli altri condomini nell’intento di impedire che fossero portate a compimento minacce, anche gravi che l’uomo, ubriaco, proferiva ai danni degli altri.Tutti i condomini, che si sono rivolti alla Polizia di Stato,hanno dichiarato che, dall’anno in cui il trentaduenne vercellese si era trasferito in quel condominio, con i suoi comportamenti aveva ingenerato un grave e perdurante stato di ansia, frustrazione e paura per l’incolumità loro e dei propri familiari, tanto da costringere loro a cambiare le proprie abitudini di vita.


Numerose erano state le ritorsioni, a seguito dei rimproveri subiti, come il furto della corrispondenza e dei panni stesi, oltre alle minacce man mano sempre più gravi, arrivate sino al danneggiamento di uno scooter di uno dei condomini.


Le prove raccolte dagli uomini della Seconda Sezione della Squadra Mobile, che hanno denunciato l’uomo per il reato di cui all’art. 612 bis, commi I e II, c.p. (“stalking condominiale”) hanno determinato un consistente quadro probatorio, che ha consentito alla locale Autorità Giudiziaria di richiedere ed ottenere la misura cautelare personale del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese  mantenendo dalle stesse e dai luoghi abitualmente frequentati dalle medesime, anche in caso di incontro casuale, una distanza non inferiore a 500 metri, nonché il divieto di comunicare con le predette persone attraverso qualsiasi mezzo, compreso quello telefonico.

 

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